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I denti come espressione di bellezza nel tempo e nelle culture del mondo

Se andiamo cercare tra gli usi e i costumi più bizzarri e lontani legati all’estetica del sorriso ci imbattiamo in tradizioni intriganti che ci portano a scoprire come in realtà gli ideali di bellezza si siano soffermati sulle dentature già millenni fa e in ogni angolo del pianeta.

Ogni luogo e tempo ha avuto i suoi canoni estetici ma spesso questi si legavano indissolubili alle credenze e all’identità: imperfezioni e interventi che ad oggi ci incuriosiscono e ci affascinano per la loro varietà.

Sorrisi antichi: dal bianco al nero inchiostro


Nell’antica Grecia e a Roma, avere denti bianchi e sani era già considerato un segno di bellezza e di agio. I romani, in particolare, erano soliti sbiancare i denti con strumenti manuali o con risciacqui a base di urina: questo avveniva tra i benestanti, perché la gente comune in realtà disprezzava i denti bianchi associandoli ad artificiosità e alterazione della bellezza naturale.

In Giappone, invece, la naturalezza è sempre stata il valore principe dei canoni estetici. L’ideale estetico, in particolare per le donne, era quindi quello di denti leggermente disallineati e di canini sporgenti.

Sempre in Giappone era anche uso la tradizione dell’Ohaguro, una pratica che consisteva nel tingere i denti con inchiostro nero, cominciata tra nobili e samurai e poi diffusasi tra le donne ricche come simbolo di maturità sessuale e fedeltà coniugale.

Limatura dei denti: riti di passaggio e status sociale


Ci sono culture dove la tradizione prevede spesso modificazioni significative del corpo. Basti pensare ai popoli tra cui sono d’uso comune cicatrici ornamentali, allungamento del collo o quelli di labbra e lobi. Questi interventi avevano spesso significati che vanno ben oltre l’estetica e segnavano il passaggio all’età adulta.

Le modifiche della dentatura non sono ultime all’interno di questo panorama.

Ad esempio: molti giovani masai si fanno ancora oggi estrarre gli incisivi superiori in un rituale che prevede l’assenza di anestesia o disinfezione, che prova la forza e la maturità dell’individuo.

In culture come quella dei maya e poi in VietnamSudan e Tanzania, invece, era d’uso la limatura o “scultura” della dentatura, in cui i denti venivano limati per renderli di forma appuntita, al fine di ottenere un aspetto minaccioso da predatore.

I Grillz: dagli etruschi alle star


Queste sono applicazioni decorative per la dentatura, spesso realizzate in oro, utilizzate dagli antichi etruschi e in Africa. Lo scopo era quello di sottolineare la ricchezza. In America Latina era invece associato a riti propiziatori e spirituali. Negli anni ’70, questo accessorio ha trovato nuova linfa negli Stati Uniti, diventando iconico all’interno della cultura hip hop e oggi diffuso tra alcune delle star più originali.

Diastemi: tra streghe e icone beauty


Il diastema, lo spazio tra i due incisivi centrali, è un’altra caratteristica che ha dato di che discutere, con un destino altalenante nel corso dei secoli. Nell’antico Egitto e in Grecia era considerato un segno di bellezza, mentre nell’Europa medievale era associato a figure stregonesche e demoniache, alimentando così forti pregiudizi verso chi lo possedeva.

Spesso corretto con l’utilizzo dell’apparecchio ortodontico, ultimamente costituisce un dettaglio in voga nel mondo della moda, del beauty e dello spettacolo, considerato un carattere affascinante e originale.

Insomma: anche il sorriso nel tempo e nei luoghi del mondo ha avuto un ruolo importantissimo nell’estetica e nella percezione dell’individuo.

Dr. Roberto Vargiolu

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